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Lettera aperta ai Colleghi ed alle Colleghe: Ciclone Harry e disastri naturali. Cosa possiamo fare noi Ingegneri?

                                                                               

Lettera aperta ai Colleghi ed alle Colleghe: Ciclone Harry e disastri naturali.

Cosa possiamo fare noi Ingegneri?

 

Caro/a Collega,

 

l’intero Consiglio dell’Ordine ha deciso di scriverti per evitare una interlocuzione fatta di comunicati, dichiarazioni formali e messaggi indiretti.

E quando questi ultimi, diventano l’unico strumento di discussione, finiscono per alimentare

incomprensioni, irrigidire i ruoli e sminuire il valore istituzionale del Nostro Ordine, non risolvendo i

problemi.

L’Ordine degli Ingegneri di Messina vuol far sentire la propria presenza.

Per questo vogliamo condividere con Te, il Nostro pensiero sul “dopo” ciclone Harry e sullo scenario mediatico che ne è conseguito.

Riteniamo che fare “populismo” soprattutto proveniente dagli “addetti di settore” non aiuti né la

Professione e né tantomeno una comunità estremamente martoriata.

Da Ingegneri, prendiamo atto che ogni volta che una catastrofe naturale colpisce un territorio, l’uomo si scopre improvvisamente fragile.

La natura non ha intenzioni, non ha colpe, non conosce giustizia né ingiustizia.

Dagli effetti devastanti del ciclone Harry, alla frana di Niscemi, passando per l’alluvione di Giampilieri, fino alle eruzioni dell’Etna e ai terremoti che periodicamente colpiscono il nostro territorio: le catastrofi naturali raccontano una storia che si ripete, diversa nelle forme ma identica nella sostanza.

Eventi di questa portata sono spesso difficili, se non impossibili, da prevenire. La scienza può monitorare, prevedere in parte, lanciare segnali di allerta, ma non può fermare un ciclone, arrestare una frana improvvisa, contenere la potenza di un’eruzione o impedire il movimento della crosta terrestre.

Pensare di poter dominare la natura è un’illusione che ogni catastrofe puntualmente smentisce.

Ciò che però NON può essere affidato al caso è la risposta successiva all’emergenza.

E qui che devono scendere in campo gli Ingegneri.

È nel “dopo” che si misura la maturità di una comunità e l’efficacia delle istituzioni.

Quando il fango invade le case, quando la terra trema, quando la lava avanza o l’acqua travolge tutto, il tempo delle spiegazioni lascia spazio al tempo delle decisioni.

Organizzarsi nel post-emergenza non significa solo intervenire rapidamente con i soccorsi, ma garantire assistenza continua e sostegno concreto a chi ha perso tutto.

Significa coordinare forze, evitare improvvisazioni, trasformare la solidarietà emotiva dei primi giorni in un impegno strutturato e duraturo.

Le tragedie di Giampilieri, di Niscemi, le ferite lasciate dal Ciclone Harry, dai terremoti e dalle eruzioni dell’Etna insegnano che il vero fallimento non è l’evento naturale in sé, ma l’incapacità di rispondere in modo adeguato.

  

La natura colpisce, l’uomo sceglie come reagire.

Accettare che non tutto sia prevenibile non equivale alla rassegnazione.

Al contrario, impone un senso di responsabilità ancora più forte: prepararsi alla gestione

dell’emergenza, investire nella protezione civile, nella pianificazione, nella cultura del rischio.

Credere e affidarsi agli Ingegneri.

Perché se è vero che non possiamo fermare la forza della natura, è altrettanto vero che possiamo e dobbiamo, ridurre le conseguenze sociali, economiche e umane delle sue manifestazioni più violente.

Il vero banco di prova non è evitare l’inevitabile, ma saper ricostruire dopo che è accaduto.

Noi la pensiamo così.

Non occorrono nuove Norme ancora più “stringenti” di quelle già in vigore.

Piani Paesaggistici, Zone a Protezione Speciale, Piani di Assetto Idrogeologico, divieti di costruire vicino a torrenti e fiumi… il territorio della Provincia di Messina è pieno di vincoli e di restrizioni per qualsiasi edificazione.

Servono fondi e “progetti per costruire” e non “chiacchiere per desertificare”.

Occorre porre rimedio, con umiltà e responsabilità, a ciò che la natura ha distrutto, consapevoli che RICOSTRUIRE è l’unico atto con cui l’uomo può rispondere alla potenza cieca del mondo naturale.

Siamo sempre più convinti … che questo mondo ha bisogno di NOI INGEGNERI.

 

 

Messina, 30 gennaio 2026

 

 

Il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Messina

A.Barone, N.Brillante, C.Callea, G.Lo Schiavo, M.Loteta, M.Maccora, D.Mangano, G.Messina, G.Mirenda, C.Mostaccio, G.Nocera, G.Rando, N.Santoro, F.Triolo, S. Trovato.

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